Un uomo dal camice bianco era intento a scrivere una serie di numeri con un gessetto sulla lavagna. Ogni tanto si fermava e poi riprendeva con sempre maggior foga. L’ambiente in cui lavorava era un ufficio piuttosto spazioso in cui la lavagna ricopriva uno dei muri perimetrali. Dirimpetto si trovava una scrivania stracolma di fogli scritti e un PC non proprio di ultima generazione. A terra c’erano fogli ovunque, la maggior parte erano stati accartocciati e buttati, altri invece erano stati semplicemente calpestati. Nell’aria si sentiva un odore di sudore, come se chi ci lavorava non si lavasse da tempo. E in realtà era proprio così. Qua e là si vedevano i resti di pasti consumati in fretta. Non era un posto adatto a persone deboli di stomaco. In alto sulla parete frontale c’era una finestrella a cui erano state poste delle grate.
Quello del pirata informatico sta diventando un mestiere molto pericoloso. Se fino a ieri il pericolo più grande (seppur remoto) per un hacker era quello di trovarsi la polizia in casa all’alba, da oggi il pericolo sarà quello di trovarsi faccia a faccia con una squadra Kidon. In particolar modo... » Leggi tutto
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